Il territorio

Solofra, posta in una conca dei monti Picentini, è stata abitata fin dall’ età del Bronzo e ha ospitato alcuni dei grandi popoli che si sono susseguiti nella storia: dai sanniti ai romani, ai longobardi, ai normanni.

Nel tempo ha beneficiato del buon governo di famiglie nobili che hanno favorito lo sviluppo economico del paese.

Nel XVI sec. l’Universitas solofrana vive un momento di grande ricchezza economica tanto da acquistare il feudo di Solofra e costruire la Collegiata di San Michele Arcangelo, simbolo di quello che oggi viene riconosciuto come il “secolo d’oro”. In seguito gli Orsini di Gravina, acquirenti di Solofra nel 1555, trasferiscono sul feudo la titolarità del loro principato fino all’eversione della feudalità (1809).

Nella storia di Solofra si individua un’importante linea rivendicativa in difesa delle sue attività artigiano-mercantili ed in funzione antifeudale che ha guidato l’Illuminismo solofrano sfociando nella Rivoluzione partenopea del 1799. Importante è stata anche la partecipazione ai moti carbonari del 1820-1821. Nella seconda metà del XIX secolo Solofra è stata dotata della linea ferroviaria, tratta Napoli–Avellino, che ha favorito il trasporto veloce delle merci, lavoratori e turisti, incrementando la ricchezza e lo sviluppo cittadino ed evitandone l’isolamento.

Durante la seconda guerra mondiale Solofra ha subito un grave bombardamento da parte degli alleati.

Nel secondo dopoguerra si è verificato un profondo cambiamento della realtà industriale tanto da dar vita sul territorio ad un polo industriale altamente tecnologico. Lo sviluppo economico è continuato ininterrotto fino agli anni ’90, superando anche i molti danni subiti e le conseguenze del terremoto del 23 novembre 1980.

Negli anni 2000, la crisi mondiale ha colpito fortemente anche la città che però cerca di riorganizzarsi, innovarsi e diversificarsi, spaziando tra i vari settori, non sottovalutando il potenziale culturale-turistico del territorio.